Skip to content

Un rivoluzionario a Parigi

24 abril, 2011

Click encima de la imagen para ver el texto original

Ramon Chao: «Dalle banlieues il nuovo grido di malessere».

di Ferdinando Cutugno

Suo figlio, Manu Chao, è stato una delle voci (e delle musiche) del movimento no global. Ramon Chao, invece, il vecchio padre, è lo studioso di famiglia. Un vero e proprio collezionista di rivoluzioni, con una faccia che starebbe bene dentro un romanzo di Gabriel Garcia Márquez.

Ramon è spagnolo, ma vive in Francia da quando aveva 21 anni: si è trasferito lì nel 1956. Quando parla delle rivolte nella “sua” Parigi, per lui senza dubbio la vera capitale della geografia rivoluzionaria mondiale, dà l’idea di poter raccontare ogni singola barricata o manifestazione, tutti i colpi di cannone che hanno segnato la turbolenta storia della capitale francese.
La casa editrice Voland ha pubblicato in Italia la Guida alla Parigi ribelle (368 pagine, 15 euro), scritta a quattro mani da Ramon Chao e Ignacio Ramonet, che si può leggere in due modi. Come un libro di storia delle rivoluzioni in città, oppure come una guida turistica alternativa, per scoprire le tracce delle sommosse, quartiere per quartiere.
Ma Ramon Chao non è un nostalgico: con Lettera 43.it non ha voluto parlare di passato, ma di futuro.

DOMANDA. Perché Parigi è stata la capitale rivoluzionaria del mondo?
RISPOSTA. È tutto cominciato due secoli prima di Cristo, quando i parigini si ribellarono all’occupante romano.
D. Poi che cosa è successo?
R. Quello spirito è resistito per oltre 2000 anni, senza cambiare di una virgola: è passato per Étienne Marcel, il sindaco di Parigi che si è ribellato alla monarchia, per la Comune, il ’68, e oggi le banlieue.
D. C’è la possibilità che Parigi sia ancora un’avanguardia rivoluzionaria?
R. Non sottovalutatela. Se in Europa c’è ancora qualcuno che ha il coraggio e lo spirito per ribellarsi al proprio governo e alle politiche dell’euro, sono i francesi. E poi ci sono le banlieue, con un rancore sordo e continuo, un malessere che tornerà a farsi sentire presto. Potrebbero essere proprio le periferie di Parigi la prossima tappa del contagio nordafricano e arabo.
D. Ci spieghi.
R. Ci sono tanti tunisini ed egiziani, lì, che hanno visto quello che è successo a casa loro e prima o poi si chiederanno: perché noi restiamo in silenzio?
D. E nel mondo? Dove si sposterà quest’aria di rivoluzione?
R. Penso che il prossimo focolaio popolare non possa che essere l’Africa nera. Ma la vera rivoluzione, oggi, la si fa usando gli strumenti della democrazia borghese: una testa un voto, più che in piazza.
D. Quindi?
R. Guardo a Hugo Chávez in Venezuela e a Evo Morales in Bolivia come ai portatori di vero cambiamento oggi nel mondo.
D. Chávez è considerato un dittatore dalla comunità internazionale.
R. Cosa vuol dire comunità internazionale? Cina, Russia, America? Odio questo termine, il mondo è molto più di questa cosiddetta comunità internazionale, e quello che è considerato valido e giusto dai governi di questi Stati non è necessariamente ciò che è vero per la gente, nel mondo.
D. Perché guardare al presidente venezuelano?
R. Mentre la comunità internazionale non lo considera, lui sta cominciando ad avere un peso serio, reale, nel mondo.

Lettera 43.  Quotidiano onlile indipendente. Sabato, 23 Aprile 2011

No comments yet

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión / Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión / Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión / Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión / Cambiar )

Conectando a %s

A %d blogueros les gusta esto: